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Angelo MARCANTONI - Via Agostino Dati, 13 - 00135 ROMA
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Didymium vaccinum (Durieu & Mont.) Buchet
Un mixomicete delle piante succulente

 

Riassunto :

Viene documentato ed illustrato il ritrovamento, a Roma, di un mixomicete, tipico delle piante succulente, il Didymium vaccinum. Si tratta della seconda segnalazione per il territorio italiano.

Résumé :

Une récolte de Didymium vaccinum, un typique myxomycète des plantes succulentes, faite à Rome, est décrite et illustrée. Il s’agit de la deuxième signalisation pour l’Italie.

Abstract :

A gathering of Didymium vaccinum, a typical myxomycete of succulent plants, made in Rome, is described and illustrated. It is the second gathering for Italy.

Didymium vaccinum

Ex manicomio

Introduzione

Angelo Marcantoni risiede a circa un chilometro dal Santa Maria della Pietà, ex manicomio “Ospedale de’ Pazzi”. Il complesso ospedaliero è stato chiuso a seguito della legge 180 del 1978. Attualmente è Parco Comunale ed ospita nei fabbricati vari servizi socio-sanitari come: A.S.L., Municipio, Centri Culturali ecc..Parco Comunale
Fondato nel 1909, si estende su una superficie di 150 ettari e si trova a Nord-Ovest di Roma nel quartiere di Monte Mario. Al suo interno erano stati edificati quarantun padiglioni, collegati fra di loro da stradine e viottoli, con una sistemazione a parco finalizzata a “fare ombra ai degenti e aria più salubre”; già all’inizio erano state messe a dimora 320 essenze arboree fra cui: eucalipti, palme, sequoie, querce, tigli, sughere, acacie, carrube, olmi, pini, cedri ecc., e varie specie di cespugli ed arbusti, Agave americana compresa, ove è stato trovato il Didymium vaccinum che qui viene trattato.
Le piante, ormai secolari, sono un ambiente ideale per la crescita di mixomiceti, di cui sono stati scoperti diversi generi come: Arcyria, Physarum, Dictydiaethalium, Ceratiomyxa, Perichaena, Cribraria, Diderma, Badhamia, Enerthenema, Fuligo, Stemonitis e Lycogala.
Il Parco pubblico è meta di persone che fanno footing, anziani che passeggiano con o senza cani, bambini con genitori ecc.. Questi abituali frequentatori, peraltro, quando vedono un individuo che rovista tra le foglie o le cortecce degli alberi hanno reazioni diverse: chi torna indietro a curiosare, chi richiama a sé i bambini e chi esterna frasi colorite. Un episodio vale la pena di raccontare. Due persone a passeggio si scambiano questa frase: “ma che lo hanno riaperto?”. Questo è il destino di chi si ostina a cercare mixomiceti in questo Parco, un tempo manicomio (i cenni storici di cui sopra sono tratti dal volume “Ospedale Santa Maria della Pietà di Roma” volume II, di Sofia Valori e Piazza Scoppola, Editore Dedalo, Roma 2003).

Didymium vaccinum (Durieu & Mont.) Buchet
in Buchet, Chermezon & Evrard Bull. Soc. Mycol. France 36: 110 (1920)

Etimologia:  da vaccinum = attinente le vacche
Sinonimi:      Diderma vaccinum Durieu & Mont. 1848
                           Chondrioderma vaccinum Durieu & Mont. 1848
                           Didymium trochus Lister 1898

Descrizione originale

Didymium Trochus List. -- Alger, 22 février 1840, “in pagina terram spectante rami dejecti Opuntiae”, sub. nom. Diderma vaccinum DR. et Montg., scriptis MONTAGNE. Les échantillons sedt accompagnés d’an dessin. Il s’agit là évidemment du type de l’espèce si controversée de DR et Montg., que ROSTAFINSKI avait cru pouvoir rattacher à Diderma testaceum Pers., trompé par la description incomplète des auteurs et par la couleur mentionnée; cette couleur, qui est gris ochracé terne, n’est pas celle de Diderma testaceum. L’examen microscopique nous a permis de lever tous les doutes et de confirmer de façon probante les vues hypothétiques, mais justes, exprimées par LISTER dans sa Monographie, lorsqu’il suggérait que cette espèce était peut-être la même que son Didymium Trochus. Les adeptes du Congrès de Bruxelles devront donc l’appeler dorénavant Didymium vaccinum (DR et Montg.) S.Buchet.

Traduzione della descrizione originale

Didymium trochus List. – Algeri, 22 febbraio 1840, “sulla parte rivolta a terra di rami caduti del fico d’India”, sotto il nome Diderma vaccinum DR & Montg. (Durieu de Maisonneuve Michel Charles 1796-1878 & Montagne Jean Pierre François Camille 1784-1866 - n.d.r.) descritto da Montagne. I campioni sono accompagnati da un disegno. Si tratta evidentemente del tipo della specie così controversa di DR & Montg., che Rostafinski aveva creduto poter collegare a Diderma testaceum Pers., ingannato dalla descrizione incompleta degli autori e per il colore menzionato; questo colore, che è grigio ocraceo smorto, non è quello di Diderma testaceum. L’esame microscopico ci ha permesso di eliminare tutti i dubbi e di confermare in modo probante le vedute ipotizzate ma giuste, espresse da Lister nella sua monografia, quando suggeriva che questa specie era forse la stessa del suo Didymium trochus. Gli adepti del Congresso di Bruxelles lo dovranno dunque chiamare d’ora in avanti Didymium vaccinum (DR. & Montg.) S. Buchet (Buchet Samuel 1875-1956 - n.d.r.).

Descrizione

Sporocarpi gregari, a volte anche in corti plasmodiocarpi, con un corto gambo a volte anche sessili, di forma decisamente globosa o emisferica, alti fino a 1,5-2 mm con un diametro di 0,8-1,5 mm. Il peridio è robusto, doppio, la parte esterna è formata da une vera e propria crosta, liscia e compatta, di cristalli di carbonato di calcio, il colore è bianco biancastro o crema chiaro. La parte interna, meno visibile e nascosta, è di consistenza membranacea con toni iridescenti, lucenti bluastro azzurri che aderisce alla massa sporale ed alle terminazioni del capillizio, ed è composta da una massa compatta di granuli di carbonato di calcio senza la caratteristica forma a stella. Il doppio peridio a volte è di difficile individuazione, ed è mai molto evidente macroscopicamente. A maturità si apre, si solleva, separandosi nettamente dalla parte inferiore, lasciando così libera la porzione superiore in forma di coppa o semisfera, rendendo visibile una columella globosa di colore ocraceo chiaro, la parte superiore si stacca nettamente e cade come un coperchio o come il guscio di un uovo.

Didymium vaccinum         Didymium vaccinum

Didymium vaccinum (Durieu & Mont.) Buchet Capillizio e spore x 1500
foto A. Marcntoni

Gambo quando presente, corto e molto robusto di forma cilindrica con pieghe o costolature sulla sua superficie, di colore crema biancastro chiaro.
Ipotallo presente ed abbastanza evidente di colore biancastro.
Capillizio che si irradia dalla columella con dei sottili filamenti regolari, diritti, raramente anastomosati, incolori o con tonalità brunastro pallido.
Spore in massa di colore nerastro, bruno violacee viste al microscopio ottico, globose di 8-10 (12) μm di diametro, con una accentuata ed evidente rugosità, che è formata da grosse verruche o grosse spinule che possono anche formare delle piccole creste o maglie incomplete.
Plasmodio giallo.
Habitat su foglie marcescenti di Agave americana raccolte nel Parco dell’ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà a Roma il 6 ottobre 2006. Leg. & Det. Angelo Marcantoni.

Note

Si tratta di una specie abbastanza rara e poco segnalata in Italia, di cui conosciamo un solo ritrovamento in Calabria (F. Bersan & C. Lavorato 2003 su Agave americana). Caratteristica di questo mixomicete è di avere un habitat quasi esclusivo su foglie e ramificazioni di piante succulente come le Cactacee e Crassulacee. Vista la particolarità dell’habitat, la sua conformazione e struttura è già facilmente individuabile alla sola osservazione macroscopica, e i suoi caratteri non sono presenti in nessuna delle altre specie del genere Didymium. Come molti autori riportano, questa specie può essere scambiata con Diderma testaceum, ma molti caratteri sono differenti, primo fra tutti la mancanza di cristalli di carbonato di calcio sul peridio esterno, che è più liscio come fosse di porcellana, e le spore più piccole, che raramente superano i 9 μm e sono debolmente aculeate; per ultimo, questa specie è sempre sessile al contrario di Didymium vaccinum. Le segnalazioni di raccolte europee ed africane sono tutte prevalentemente su pale di fico d’India (Opuntia ficus-indica) e su agave (Agave americana). Sono note molte segnalazioni dalla Spagna, poche in Francia, in prevalenza dalla Corsica. Pochissime dalla Germania e dai Paesi Bassi, e in queste segnalazioni il supporto di crescita è su balle o cumuli di paglia (Lister 1925).
Si ringrazia Marianne Meyer per averci fornito un campione di Didymium vaccinum proveniente da una sua raccolta fatta in Marocco su Euphorbia beaumeriana, e per la fornitura della descrizione originale di questa specie.
Ringraziamo inoltre Iolanda Armand Ugon per l’aiuto nelle traduzioni della bibliografia consultata.

Bibliografia

- Berlese N., 1888: Sylloge Fungorum vol. VII: 369. Patavii.
- Buchet S, Chermezon & Evrard B., 1920: Bull. Soc. Mycol. France 36: 110.
- Emoto Y., 1977: The Myxomicetes of Japan: 234. Ed. Sangyo Tosho Publishing.
- Hagelstein R., 1944: The Mycetozoa of North America: 120. Ed Mineola New York.
- Ing B., 1999: The Myxomycetes of Britain an Ireland: 342. Ed. Richmond Publishing Ldt.
- Lister A. & Lister G., 1925: Monograph of the Mycetozoa: 112. Ed British Museum London.
- Martin H.W. & Alexopoulos C.J., 1969: The Myxomycets: 399. Ed. University of Jowa.
- Masse G., 1892: A Monograph of the Myxogaster: 217. Ed. Methnen & Co. London.
- Moreno G., Illana C., Castillo A. & Garcia J.R., 2001: Myxomycetes de Extremadura: 71.
Ed. Impreso Postalx.
- Nannenga-Bremekamp N.E., 1991: A Guide to Temperate Myxomycetes: 270. Ed Biopress Ltd.
- Neubert H., Nowotny W. & Baumann K., 1995: Die Myxomyceten vol. 2: 134. Ed. Karlheinz Baumann Verlag.